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Il termine “Medicina di Genere” fu usato per la prima volta nel 1991 quando una cardiologa, Bernardine Healy, pubblicò un articolo sul new England Journal Medicine che descriveva la discriminazione delle donne nella gestione delle malattie cardiovascolari.
In Italia si inizia a parlare di Medicina di Genere nel 1998 con il progetto del Ministero della SaluteUna salute a misura di donna“, e via via acquista sempre maggiore centralità nel dibattito sulla salute.

Il 13 giugno 2019 il Ministro della Salute ha approvato formalmente il Piano per l’applicazione e la diffusione della medicina di genere sul territorio nazionale firmando il decreto attuativo relativo alla Legge 3/2018. Sebbene l’interesse per la medicina di genere si stia diffondendo in tutto il mondo, con l’approvazione di questa legge l’Italia è stata il primo Paese in Europa a formalizzare l’inserimento del concetto di “genere” in medicina, indispensabile a garantire ad ogni persona la cura migliore, rispettando le differenze e arrivando a una effettiva “personalizzazione delle terapie”.

Medicina di genere – di cosa si tratta

Che ci siano profonde differenze fra uomini e donne nell’insorgenza delle malattie, nella loro evoluzione e nella risposta agli interventi terapeutici è cosa nota da tempo. Malgrado ciò, la ricerca medica fino a tempi recenti si è orientata in grande prevalenza verso il sesso maschile.

L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) introduce il concetto di “medicina di genere” definendolo come lo studio dell’influenza delle differenze biologiche (definite dal sesso) e socio-economiche e culturali (definite dal genere) sullo stato di salute e di malattia di ogni persona.

La Medicina di Genere supera il concetto di medicina neutra uguale per tutti, studia le differenze tra uomo e donna dal punto di vista della frequenza e del modo in cui si contraggono le malattia e della risposta alle terapia

Lo scopo è quello di garantire la migliore appropriatezza dei trattamenti sanitari in ambito di prevenzione, terapia e riabilitazione, differenziati per genere.
Considerare il genere come fattore determinante, permette quindi una maggiore adeguatezza  di cura ed una maggiore tutela della salute per entrambi i sessi.

La medicina di genere si fonda su:

  • un approccio intersettoriale tra le diverse aree mediche e le scienze umane che tenga conto delle differenze derivanti dal genere, al fine di garantire l’appropriatezza della ricerca, della prevenzione, della diagnosi e della cura
  • promozione e sostegno della ricerca basata sulle differenze di genere
  • promozione e sostegno dell’insegnamento della medicina di genere al personale medico e sanitario
  • promozione e sostegno dell’informazione pubblica sulla salute e sulla gestione delle malattie, in un’ottica di differenza di genere.

Riabilitazione di Genere

In questo contesto, le differenze di genere rispetto all’insorgenza ed alla risposta ad una condizione di disabilità sono ovviamente un tema di grande portata, e la riabilitazione non può sottrarsi ad un particolare impegno in questo settore.

La cardiologia è stata tra le prime discipline a riconoscere la necessità di una Medicina di Genere. Le malattie cardiovascolari sono la principale causa di morte per le donne a livello globale, ma ad oggi la ricerca in questo ambito è ancora insufficiente ed è carente anche la consapevolezza tra gli operatori sanitari. Attraverso indagini si è scoperto che la consapevolezza del rischio cardiovascolare femminile è bassa. Solo il 7% delle donne intervistate nello studio ha dichiarato di avere abitudini alimentari corrette e meno del 20% ha praticato una regolare attività fisica. Il 91% delle donne aveva bisogno di ulteriori informazioni sul rischio cardiovascolare e lo studio ha rivelato che la consapevolezza è scarsa anche tra gli operatori sanitari.

L’ITalian Alliance for CArdiovascular REhabilitation and Prevention (ITACARE-P) ha da poco istituito il Gruppo di Studio sulla Cardiologia Riabilitativa e Preventiva di Genere, che ha analizzato come il profilo di rischio cardiovascolare, la presentazione clinica di molte patologie cardiache acute e il successivo decorso siano fortemente influenzate da sesso e genere. 

Ad oggi gli interventi di prevenzione e riabilitazione cardiologica sono strutturati sulla base di studi che hanno arruolato per lo più uomini, con protocolli di gestione ed interventi, farmacologici e non, che non tengono in considerazione le variabili biologiche, sociali, culturali che influenzano significativamente l’efficacia degli interventi sanitari in questo settore.

Sono esempi di medicina e riabilitazione di genere:

  • Breast Unit
  • Prostate Unit
  • Dolore Pelvico Cronico Femminile
  • Riabilitazione cardiologica
  • Riabilitazione pelvi-perineale
  • Percorso assistenziale per l’osteoporosi
  • Neoplasie dell’apparato uro-ginecologico

Particolare attenzione, nell’ambito della Medicina di Genere, meritano i disordini dello sviluppo sessuale (Disorders of Sex Development, DSD). I DSD sono definiti come condizioni congenite in cui lo sviluppo del sesso cromosomico, gonadico o anatomico è atipico. I DSD costituiscono una sfida per la corretta applicazione della Medicina di Genere, ma rappresentano anche un’importante opportunità al fine della comprensione dei processi che determinano l’identità sessuale e di genere.

La medicina di genere è l’unica risposta credibile alle disuguaglianze di genere che incidono sul diritto alla salute, in quanto fornisce strumenti per affrontare le persistenti disuguaglianze nella prevenzione e nel trattamento, perseguendo così la salute per tutti e tutte.

Donna al Centro


Progetto di divulgazione e promozione della salute di:
Martina Lupparelli Ostetrica di Comunità, Elena Corti Fisioterapista, Claudia Scarponi Chinesiologa e Personal Trainer, Ilaria Marazzani Biologa Nutrizionista, Elisa Allegrini Psicologa

Fonti:
salute.gov.it/imgs/C_17_pubblicazioni_2860_allegato.pdf
Piano per l’applicazione e la diffusione della medicina di genere
La medicina di genere come strumento per l’attuazione del diritto alla salute – PubMed