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Ottobre è il mese della prevenzione del tumore al seno, la forma di tumore più diffusa nel genere femminile, nel 2023 in Italia si contano quasi 56 mila nuove diagnosi. Ogni anno il tumore al seno colpisce quasi 11 mila donne under 50, un numero che incrementa ogni anno, per questo è necessario sensibilizzare la popolazione sulla prevenzione, il tipo di controlli, quando e quali visite sono necessarie e cosa succede dopo la diagnosi.

Prevenzione

La prevenzione dei tumori e in particolare quello del seno parte dalle scelte che nel quotidiano ci accompagnano per tutta la vita, si stima che quasi il 70% dei tumori maligni sia causato da fattori ambientali, mentre nel cancro al seno questa percentuale raggiunge il 90-95%. Tra i fattori di rischio ambientali sono inclusi anche i fattori di rischio modificabili, ovvero da quei fattori dipendenti dal nostro stile di vita, in particolare:

  1. Alimentazione – l’alimentazione consigliata è quella Mediterranea, composta in prevalenza da cereali, ortaggi e frutta, l’impiego di olio extravergine di oliva, carne e pesce ma anche e preferibilmente proteine di origine vegetali come i legumi.
  2. Fumo e alcol – entrambe sono sostanze che causano con certezza diversi tipi di tumori tra cui quello della bocca, dei polmoni, del fegato e del seno. Non fumare e non bere alcol.
  3. Attività fisica – è dimostrato che riduce il rischio di tumore tra cui quello al seno. Mantenere un approccio costante e attivo tutti i giorni è la chiave per rimanere in salute.
  4. Allattamento al seno – allattare in modo prolungato ed esclusivo al seno, quando è possibile e ci sono le condizioni, riduce il rischio di tumore al seno e alle ovaie.

Tra i fattori di rischio modificabili, l’obesità, il sovrappeso e l’inattività fisica sono responsabili di un terzo di tutte le morti per cancro.

Diagnosi e Cura

Lo screening per la diagnosi precoce del cancro del seno viene offerto gratuitamente a tutte le donne con età compresa tra i 50 e 69 anni (in alcune regioni viene offerta dai 45 anni, in altre come in Umbria si estende fino ai 74 anni). Consiste nell’esecuzione di una mammografia bilaterale da eseguire ogni 2 anni.

Al di fuori dello screening è indicato effettuare l’autopalpazione del seno, cioè un autoesame che ha lo scopo di individuare precocemente qualsiasi cambiamento nell’aspetto e nella fisionomia della mammella.

Quando deve essere fatta l’autopalpazione?

Si consiglia di effettuare l’autoesame a partire dai 20 anni almeno una volta al mese o comunque nel periodo di minor tensione mammaria ovvero una settimana dopo la fine del ciclo mestruale. In gravidanza, in menopausa o se si assumono contraccettivi ormonali senza interruzione l’autopalpazione si può fare in qualsiasi momento. Qui trovi nel dettaglio le corrette modalità di esecuzione.

I 7 sintomi più frequenti del tumore al seno:

  1. nodulo al seno di nuova formazione che non scompare
  2. dolore mammario 
  3. alterazione del profilo del seno avvallamento o protuberanza
  4. rientranza del capezzolo
  5. sangue dal capezzolo
  6. arrossamento della cute
  7. pelle a buccia d’arancia

Qualora ci siano alterazioni o indicazioni particolari come la familiarità, è necessario rivolgersi al proprio medico di base che indicherà l’iter corretto per indagini più approfondite al di fuori dello screening come la visita senologica, l’ecografia mammaria (più indicata nelle donne con età inferiore ai 40 anni) o la mammografia.

La cura del tumore della mammella si è sempre più perfezionata nel tempo e oggi la donna può contare su diverse possibilità di cura e su maggiori probabilità di sopravvivenza. Grazie alla ricerca le terapie di questo tumore sono sempre più efficaci e personalizzabili combinando trattamenti loco-regionali (chirurgia e radioterapia) e terapie adiuvanti (chemioterapiaormonoterapia, terapia a bersaglio molecolare) negli ultimi trent’anni si è assistito a un sensibile miglioramento della sopravvivenza delle pazienti.

In base all’estensione della lesione tumorale l’intervento può essere più o meno invasivo, si parla di quadrantectomia quando è circoscritto ed è sufficiente rimuovere una porzione del seno malato o di mastectomia quando viene rimossa l’intera ghiandola. In alcuni casi quando la lesione è molto estesa potrebbero essere necessaria l’asportazione anche dei linfonodi circostanti come quelli del cavo ascellare e il tessuto adiacente alla ghiandola fino ad arrivare al muscolo pettorale.

La diagnosi di tumore al seno è tuttora una diagnosi che stravolge la vita di una donna, ma grazie alla moderne terapie l’aspettativa di vita è in miglioramento costante: 9 donne su 10 sono ancora in vita dopo 5 anni dalla diagnosi.

La Vita Dopo la Diagnosi 

L’intervento rappresenta il momento culmine di un percorso diagnostico-terapeutico che permette alla donna di tornare a respirare, è fondamentale però come dopo ogni intervento, che la donna segua un percorso di riabilitazione per permetterle di tornare a vivere una vita piena e soddisfacente nel più breve tempo possibile.

Infatti, dopo l’intervento si possono verificare diverse complicanze tra cui: dolore, riduzione della possibilità di movimento della spalla, disturbi della sensibilità e della forza e problematiche linfatiche fino ad arrivare al linfedema.

Nel rientro a casa dopo un intervento importante come la mastectomia la donna può incontrare piccole difficoltà nel riprendere la vita di tutti i giorni per cui è fondamentale un sostegno professionale.

La fisioterapista può aiutare a gestire i sintomi nelle prime fasi post-operatorie, insegnando anche degli esercizi che permettano di muovere in sicurezza il braccio operato, si occupa anche della cicatrice, gestendola e trattandola al meglio per evitare lo sviluppo di complicanze come aderenze, limitazioni funzionali, dolore e problematiche estetiche.

Ci sono alcuni accorgimenti che si possono mettere in pratica autonomamente già dai primi momenti dopo l’intervento:

  • Non sollevare borse o valigie con l’arto operato
  • Fai attenzione durante la manicure a non procurarti ferite per non esporre l’arto a infezioni
  • Non rilevare la pressione arteriosa, effettuare prelievi o terapie iniettive sull’arto interessato
  • Non esporti a fonti di calore elevato e prolungato
  • Non indossare anelli, bracciali o bende elastiche strette al polso
  • Indossare abbigliamento (anche intimo) che non stringa
  • Depila l’ascella con un rasoio elettrico (NO ceretta, creme o lametta)
  • Usa deodoranti non aggressivi
  • Mantieni l’arto sollevato all’altezza del cuore (es su un cuscino) durante il riposo notturno

La fisioterapia come prima strategia di recupero e l’attività fisica successiva, si sono dimostrate essere la chiave vincente per un recupero più veloce di forza, mobilità e soprattutto di diminuzione del dolore

Le donne che superano il tumore al seno inoltre sviluppano fragilità ossea a un’età più precoce delle donne che non hanno avuto il cancro e questa fragilità aumenta il rischio di cadute, fratture, conseguente disabilità e perdita di “indipendenza”.

Ecco dunque la necessità di intraprendere, il più precocemente possibile e con il nullaosta del curante, un percorso di allenamento specifico calibrato e sviluppato per la persona: si raccomanda di arrivare gradualmente ad almeno 150 minuti di attività aerobica a settimana ad intensità moderata e almeno 2 allenamenti di resistenza a settimana. 

Oltre al beneficio in termini di prevenzione, l’attività fisica studiata appositamente sulle donne operate al seno si è posta come obiettivi quello di contenere l’aumento di peso indotto dalle terapie, contrastare la stanchezza, migliorare postura, flessibilità e mobilità, attenuare i dolori articolari indotti dai farmaci e i problemi alla spalla e all’arto superiore.

L’allenamento deve essere considerato non solo più come un’attività di svago o di cura dell’estetica personale ma medicina e prevenzione a tutte le età.

Le donne con il tumore al seno non sono sole, sempre più associazioni e professionisti sono sensibili a questo tema, la diagnosi è sempre un evento sconvolgente nella vita di una donna, ma la diagnosi precoce, le nuove terapie, la riabilitazione e la cura dopo l’intervento hanno lo scopo di accompagnarle nel percorso della convivenza con la malattia, la ricerca del benessere e della guarigione.

Donna al Centro
Dr.ssa Martina Lupparelli | Ostetrica di Comunità in collaborazione con
Dr.ssa Elena Corti | Fisioterapista e PT Claudia Scarponi | Dr.ssa in Scienze Motorie

Fonti:
Tipi di trattamento per il cancro della mammella – Aimac – Associazione Italiana Malati di Cancro
Kolak A, Kamińska M, Sygit K, Budny A, Surdyka D, Kukiełka-Budny B, Burdan F. Prevenzione primaria e secondaria del cancro al seno. Ann Agric Environ Med. 2017 dicembre 23; 24(4):549-553. DOI: 10.26444/aaem/75943. Epub 18 luglio 2017. PMID: 29284222.
La prevenzione viaggia in treno. Ministro Schillaci: “Diffondiamo l’importanza della prevenzione oncologica” (salute.gov.it)